Lido di Spina, 1973, Luigi Ghirri
Luigi Ghirri - Bologna, Studio di Giorgio Morandi
ROME
Modena [from the series Kodachrome] (Luigi Ghirri, 1975)
Luigi Ghirri, “Roncocesi”, 1992.
“Io invece credevo e credo ancora in una differente intenzionalità […] Consiste nel guardare alla fotografia come a un modo di relazionarsi col mondo, nel quale il segno di chi fa la fotografia, quindi la sua storia personale, il suo rapporto con l’esistente, è sì molto forte, ma deve orientarsi, attraverso un lavoro sottile, quasi alchemico, all’individuazione di un punto di equilibrio tra la nostra interiorità - il mio interno di fotografo-persona - e ciò che sta all’esterno, che vive al di fuori di noi, che continua a esistere senza di noi e continuerà a esistere anche quando avremo finito di fare fotografia.”
Luigi Ghirri (1943-1992)
Luigi Ghirri, Pensare per immagini.
Ero curiosa di andare a veder il MAXXI sin da quando in Novembre ho visitato il Centre Pompidou, quattro delle ore più divertenti della mia vita intera. Mi conosco, so che la mia preferita non è proprio l’ Arte Contemporanea, ma mi entusiasma ugualmente vedere la mia generazione che cosa partorisce.
Ieri era la notte dei musei e quindi ne ho approfittato per risparmiare 11 euro di biglietto e finalmente andarmi a vedere il museo d’ Arte Contemporanea della mia bella città.
E’ stato luminoso. Un focolare di idee, di persone, di menti, di creatività (ma anche di paraculate e varie - vedi Anish Kapoor). E’ stato davvero importante. Bello. L’atmosfera era democratica, niente di snob e altolocato, niente di ridicolo né volgare, solo persone a cui importava. E importava singolarmente, senza manuali e manierismi.
E così avventuratami nella a parer mio molto consona architettura di Zaha Hadid, sognante, ricca, potente e industriale, (praticamente noi, noi che viviamo nel XXI secolo): ho trovato questa mostra qui. Pensare per Immagini. Mi è piaciuta solo che avevo letto il titolo, ma ho letteralmente scoperto qualcosa di vero, di vero vero, dentro a tutto quello che più di artificiale c’è. Posti che conoscevo. Posti bellissimi. Che io conoscevo. E questo è il risultato. Le tre foto che più mi son piaciute di Luigi Ghirri.
C’era tutto di tutte l’età di tutte le verità di tutti noi. Tutto sul bianco. E’ stato un viaggio nella memoria, di me e delle persone che erano con me e della persona che effettivamente le ha scattate queste foto. E’stato qualcosa che non si può inquinare, che limpido regna nel territorio dei “Ti ricordi che bello quella volta?”.
VL
Fontebranda - Siena on Flickr.
Storm Thorgerson
Beatriz Romero. Ausencias Presencias